Dall’antica Nequinum alla riconversione postindustriale

Dell’antica Nequinum (600 a.C.) poco si conosce. Ci resta, invece, documentazione della romanizzazione e della nascita di Narnia (299 a.C.) dal fiume Nar, l'attuale Nera.
Sul tracciato di una primaria via di comunicazione dell’impero, la Flaminia, la città acquista prosperità ma è anche soggetta a diverse incursioni. Nel 233 a.C. diviene importante fortificazione. Nel 90 a.C. è municipio. La posizione strategica e dominante la espone alle invasioni barbariche. Nel sec. XI si afferma come libero comune e tra i secoli XII e XIV raggiunge il massimo splendore. Il lungo medioevo finisce con la perdita dell’autonomia, la conversione degli statuti e la costruzione della Rocca: un nuovo potere comprende ora la vecchia municipalità. Lo stato pontificio si consolida e pervade tutto. Nel 1371, il pontefice Gregorio XI riforma gli statuti cittadini. Nel Rinascimento vi giungono e lavorano diversi artisti tra cui il Rossellino, il Ghirlandaio, Benozzo Gozzoli, il Vecchietta, Antoniazzo Romano, lo Spagna.
Il 27 luglio 1527 i Lanzichenecchi, dopo il Sacco di Roma, la prendono con il tradimento, la incendiano e distruggono.
La ripresa è lenta, ma si ricostruiscono le mura, i palazzi, le chiese e già sul finire del 1500 torna a scorrerela vita.
Dopo l’unità nuove classi sociali si consolidano ed alla fine dell’ottocento giunge l’industrializzazione che inizia con due stabilimenti che i contemporanei percepiscono come “grandiosi”. Con la società post-industriale si parla di riconversione e nuovo sviluppo.
Narni ha dato i natali ad illustri personaggi come l'imperatore romano Cocceio Nerva ed il celebre capitano di ventura Erasmo, detto Il Gattamelata (1370 – 1443), il compositore Mauro Bortolotti (1926 – 2007). Il poeta Gabriele D’Annunzio nel 1904 le dedicò la lirica Le città del silenzio.
Negli ultimi tempi si parlato molto della località grazie alla trasposizione cinematografica dell’opera Le cronache di Narnia dello scrittore Clive Staples Lewis.
La manifestazione più caratteristica è la Corsa all’anello, che si svolge fra l'ultima settimana di aprile e la seconda domenica di Maggio e ripercorre i momenti previsti e codificati negli Statuti comunali del 1371 d.C. a partire dalla "lettura del banno". Banditori a cavallo richiamano al "certamen" i cavalieri perché possano dimostrare la loro preparazione nella difesa della città. La sera stessa il programma prosegue con "l'offerta dei ceri nella Cattedrale" effettuata dalle autorità comunali e dai rappresentanti delle Arti e di quei Castelli che nel medioevo erano sotto la giurisdizione della città. Un corteo notturno, composto da circa seicento figuranti, raggiunge l’edificio di culto per rendere omaggio al sepolcro di San Giovenale, primo vescovo di Narni. La corsa vera e propria consiste in una gara equestre, a cui in antichità avevano diritto a partecipare tutti i giovani narnesi in possesso di un cavallo, durante la quale i cavalieri devono infilare con un'asta un anello d'argento sospeso a due funi davanti del Palazzo Comunale.
A conclusione dei festeggiamenti, la seconda domenica di maggio, i tre terzieri storici, Fraporta, Mezule, Santa Maria, si contendono l’ambito premio allo stadio San Girolamo. A metà dei rettilinei di un circuito ellittico sono posti anelli che i cavalieri contendenti devono, al galoppo, centrare con l'asta, in modo da raccoglierne più rapidamente possibile tre. In quell'istante un dispositivo elettrico farà cadere i restanti anelli sul campo rendendo impossibile allo sfidante raccoglierli.
Oltre alla Rocca e al Museo della città a Palazzo Eroli, vale la pena visitare la Cattedrale romanica, nella quale si trovano opere del Rossellino e di altri famosi artisti, la chiesa di San Francesco, sorta nel XIII sec., con notevoli affreschi di scuola locale, Palazzo dei Priori, costruito nel 1275 probabilmente da Gattapone da Gubbio e posto nella omonima piazza medioevale dove si trova anche il Palazzo Comunale, costruito nel 1273 con l'unione di tre torri.
In fondo alla piazza si trova anche una fontana del 1303 attribuita alla mano di Marcuccio di Todi e Giovanni di Marco. Degni di attenzione, nel centro storico, sono Palazzo Scotti, affrescato dallo Zuccari nel 1581, i Giardini di San Bernardo, dai quali si può ammirare la splendida vallata del fiume Nera e si accede anche ai sotterranei di San Domenico, con annessa una chiesa ipogea affrescata nel XIII e XV secolo, i resti di un tempio romano con cisterna e una cella ricca di graffiti realizzati dai reclusi del tribunale dell'Inquisizione,. la chiesa di Santa Restituta con il complesso conventuale annesso, Sant'Agostino, del XIV sec., Santa Margherita, con un interessante ciclo di affreschi attribuito al Pomarancio.
Appena fuori la città si trova il ponte d'Augusto, costruito nel 27 a.C. per una lunghezza di 160 metri. L'arcata restante è alta trenta metri. E’ stato immortalato dal Corot in un’opera ospitata attualmente al Louvre di Parigi.
Negli immediati dintorni meritano senza dubbio una visita lo Speco di S. Francesco (18 Km), l'abbazia di San Cassiano, quella di S.Angelo in Massa nonché la protoromanica Santa Pudenziana.

 



Narni in una stampa antica
 
Narni in una stampa antica 2
 
Narni, Piazza Garibaldi