Dalla protostoria alla sezione classica

Una prima raccolta archeologica nasce a Narni, verso la fine dell’Ottocento, grazie all’impegno appassionato del marchese Giovanni Eroli che riuscì ad ordinare nell’atrio del palazzo comunale il primo antiquarium cittadino. Con l’andare del tempo la collezione si è ovviamente ingrandita, anche con l’aggiunta di reperti provenienti da lavori di scavo. Suddivisa per temi, presenta una sezione paleontologica, una classica ed una medioevale, con materiali fossili, lapidei, ceramiche, anfore, laterizi, oggetti d’uso quotidiano. Per quanto riguarda il periodo protostorico, meritano particolare attenzione lo scheletro di un rinoceronte primitivo, rinvenuto nel 1962 nei pressi di Capitone, e gli elementi difensivi di un Elephas antiquus riaffiorati nel 1988.
Nella sezione classica campeggia una scritta curiosa: Ita candidatus quod petit fiat tuus et ita perennes scriptor opus hoc praeteri hoc si impetro at felix vivat, benevale. Trovata negli anni Trenta nei pressi di Ponte Caldaro, lungo la via Flaminia, su un monumento funerario risalente all’età imperiale, mantiene ai giorni nostri straordinaria attualità. Raccomanda, infatti, di non imbrattare marmi e pietre durante la campagna elettorale. Possa il tuo candidato avere ciò che desidera e tu che scrivi possa vivere a lungo, ma lascia stare questo monumento. Se potrò ottenere questo, ti auguro di vivere felice. Sta’ sano! Come dire che il tempo scorre ma le abitudini, soprattutto quelle cattive, restano…