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Archeologia: alla ricerca degli antichi insediamenti

Partiamo da Terni

(Terni - Museo archeologico)

dove all’interno degli edifici dell’ex Siri, in Lungonera Savoia, sono ospitati reperti e testimonianze risalenti alla storia  pre-romana e romana della città. La prima sezione offre un ampio spaccato delle necropoli dei Naharki, il popolo di pastori e guerrieri che vivevano anticamente lungo il fiume Nahar, l’attuale Nera mentre la seconda presenta numerose epigrafi che ci forniscono interessanti particolari sulla vita che si svolgeva in città a partire dal II secolo d.C., oltre a preziose notizie sulla sua fondazione.

Da Terni ci rechiamo ad Amelia con le sue mura poligonali, costruite con grossi massi calcarei uniti senza malta cementizia. Qui è d’obbligo visitare il museo allestito nell’ex collegio Boccarini

(Amelia - Museo archeologico)

dove sono conservate le testimonianze dell’antichissimo centro di “Ameria”, dalle origini fino all’Alto Medioevo, e soprattutto la statua bronzea, alta oltre due metri, rinvenuta nel 1963, raffigurante il generale romano Nerone Claudio Druso, detto Germanico, nato nel 15 a. C. e adottato da Tiberio per volontà di Augusto.

Sempre restando nella cittadina ci si può recare nelle antiche cisterne romane

(Amelia - Cisterne romane)

. Si tratta di un complesso idraulico, in perfetto stato di conservazione, edificato approssimativamente 2100 anni fa. Si entra attraverso l’atrio di un palazzo e si scende una scalinata ricavata nel vano di un pozzo. Appena qualche passo sotto la superficie della piazza e si viene avvolti da una magica atmosfera.

A sette chilometri da Amelia c’è Lugnano in Teverina, celebre per la sua Collegiata, un vero gioiello dell’arte romanico, con una facciata ricca di simbolismo e un portico adornato da colonne tortili. L’Antiquarium comunale

(Lugnano in Teverina - Antiquarium comunale)

raccoglie oggetti provenienti dagli scavi effettuati dal prof. David Soren, dell’Università di Tucson, in Arizona, a Poggio Gramignano, in una villa rustica romana del I sec. a.C. utilizzata nel V secolo come necropoli per bambini. Colpiscono alcune anfore usate per la sepoltura di bambini.

Proseguendo verso il territorio orvietano, s’incontrano Montecchio e Baschi. L’Antiquarium comunale della prima località

(Montecchio - Civiltà delle origini)

espone fibule, anelli, spade, vasellame, buccheri, materiale rinvenuto nella necropoli del Vallone di San Lorenzo mentre in quello del secondo comune

(Baschi - Antiquarium)

ci sono reperti archeologici della fornace romana del I sec. d. C. scoperta nella vicina Scoppieto. Lì si producevano vasi che, tramite il Tevere, raggiungevano i mercati del Mediterraneo. Il Tevere, con la sua fitta rete di affluenti, costituì fin dal VI secolo a.C. un’importante via di comunicazione per l’Italia centrale. Tra Città di Castello e Otricoli era punteggiato di scali portuali. Tra questi era il porto di Pagliano, vicino Orvieto, alla confluenza con il Paglia. Sono presentati anche i modelli di un veliero mercantile per il trasporto marittimo (I sec. d. C.) e di un’imbarcazione per il trasporto fluviale utilizzabile in acque poco profonde (II-III secolo d.C.).