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Un'occasione per avvicinarsi alle scienze della Terra

Visitando i siti e i centri di documentazione presenti nel territorio è possibile unire l’utile al dilettevole tramite un apposito itinerario didattico. A Sangemini, celebre per le sue acque, c’è il Geolab

(San Gemini - Geolab)

, più che un museo, è quasi un laboratorio per studiare le scienze della Terra, con una serie di strumenti interattivi che guidano il visitatore all'osservazione e alla sperimentazione. E’ un ambiente ricco di stimoli ed emozioni dove si partecipa attivamente attraverso esperimenti originali e divertenti e la manipolazione diretta dei materiali esposti. E’ strutturato in quattro differenti percorsi tematici: rocce, fossili, descrizione e rappresentazione del paesaggio, i vulcani.

Sempre a Sangemini vale la pena sostare al museo dell’opera di Guido Calori

(San Gemini - Museo dell’opera di Guido Calori)

. Ospitato all’interno del terzo chiostro dell’ex convento delle clarisse, raccoglie la maggior parte delle opere pittoriche e scultoree realizzate da Guido Calori (1885-1960), artista romano in prima fila contro i formalismi e l’imperante potere accademico del tempo.

Proseguendo lungo la E45, direzione Perugia, si esce al bivio per Avigliano Umbro per andare alla Foresta Fossile di Dunarobba

(Dunarobba - La Foresta fossile, ai primordi della storia)

risalente a circa tre milioni di anni fa, tra la fine del Pliocene Medio ed il Superiore, e scoperta alla fine degli anni Settanta durante lavori di estrazione dell’argilla dalla cava. I tronchi portati alla luce sono circa cinquanta, tutti protetti da speciali supporti, e appartengono a gigantesche conifere alte oltre trenta metri. Inglobati dalle argille, hanno subito un processo di fossilizzazione ha consentito di mantenere pressoché inalterata la struttura lignea. Il dato più rilevante consiste nella posizione dei tronchi che si presentano ancora tutti inclinati nella stessa direzione.

Riprendendo la E45, sempre diretti a Perugia si  esce al bivio per San Venanzo

(San Venanzo - Museo vulcanologico)

. Qui, oltre a visitare il museo vulcanologico, oggi un punto di riferimento per le scuole che desiderino approfondire lo studio delle rocce ignee, del metamorfismo e delle forme del vulcanismo, ci si può avventurare lungo il sentiero inaugurato all’interno dell’ex cava di venanzite, un tipo di roccia unica al mondo, che si snoda attraverso un piacevole percorso di circa due chilometri. Fra i fossili più rari ed interessanti esposti al museo ricordiamo un uovo di dinosauro proveniente dalla Cina (XiangXia), un calco ricostruito in tanatocenosi del psittacosaurus (piccolo sauro erbivoro), quello di un seymouria (anello di congiunzione tra rettili e anfibi), di un ittiosauro (anello di congiunzione tra rettili e pesci) e dell'archaeropterix (anello di congiunzione tra rettili ed uccelli).